28 dicembre 2009

I libri del 2009


Giovanni Amatuccio (a cura di)
Il Corpus normativo templare
Congedo Editore
In oltre 500 pagine, l'edizione critica dell'intero Corpus normativo dell'Ordine del Tempio. Basata sulla collazione di tutti i manoscritti esistenti, tra cui alcuni non conosciuti dal de Curzon, l'opera presenta un'attenta ricostruzione dei testi condotta secondo rigorosi principi filologici, con un’accurata traduzione italiana corredata da note di commento storico. In assoluto, il miglior compendio riguardante la Regola. Voto: 10/10

Pino Cangemi
Templari – Il segreto dei segreti
ECIG
Se volete tuffarvi nel mondo delle favole e viaggiare con la fantasia fino agli albori della civiltà umana, se siete pronti ad assimilare qualsiasi storiella vi venga propinata, questo è il libro che fa per voi. Viceversa, se avete intenzione di conoscere seriamente chi erano i Templari, rivolgete la vostra attenzione a testi completamente differenti. Voto: 3/10

Bianca Capone Ferrari
Alla ricerca delle mansioni templari - Italia Centrale e Meridionale
Edizioni Federico Capone
Dopo l’ampio excursus sull’Italia settentrionale, l’autrice completa le sue decennali ricerche con un prezioso volume sulle mansioni templari installate nel resto della penisola.
Alla prof.ssa Bianca Capone, indiscussa pioniera degli studi sul Tempio in Italia, il più sentito ringraziamento per quanto insegnatoci nel corso di tutti questi anni. Voto: 8/10

Paolo Cavaleri
I Cavalieri Templari
Hobby & Work Publishing
Un testo che tenta di tracciare in modo ampio la storia dei Templari senza però focalizzarne i reali connotati, indulgendo ad argomenti che con essi nulla hanno a che vedere. Voto: 4/10

Giuseppe Cinquegrana
Segni templari nella Calabria medievale
Adhoc Edizioni
Simpatico volumetto, che vorrebbe indagare sulla presenza templare in Calabria. Purtroppo, niente di nuovo rispetto al poco già conosciuto. Di segni veramente templari, poi, neanche l'ombra. Voto: 5/10

Alessio Coletta
I Templari in Abruzzo
Pu.Ma. Editore
Ottimo lavoro, questo di Alessio Coletta. Ricco di riferimenti e chiaro nell'esposizione, può considerarsi una vera rarità nel campo delle ricerche sull'ordine in terra d'Abruzzo. All'autore, un incoraggiamento a proseguire. Voto: 7/10

Luciano Del Vecchio
Tropea, orme medievali. Tracce templari tra storia e leggenda
Meligrana Giuseppe Editore
Ennesimo tentativo di indagine in un territorio, quello calabrese, da sempre ostico per chi volesse ricercarvi tracce templari. Piacevole nella lettura ma non adeguatamente supportato da evidenze documentali. Voto: 6/10

Barbara Frale
I Templari e la sindone di Cristo
Il Mulino
Nonostante l'interesse e il clamore suscitati, questa nuova fatica di Barbara Frale ci ha lasciati, in una certa misura, insoddisfatti. Se è verosimile (come noi riteniamo) che i Templari detenessero la Sacra Sindone, ci aspettavamo al riguardo elementi più sostanziali. In breve, un'opera che lascerà probabilmente delusi molti lettori avvezzi alle vicende rossocrociate ma che può rappresentare un valido inizio per chi volesse avvicinarsi a letture sull’argomento. Voto: 7/10

Lorenzo Giacchero
Rocca di Sion. Arenzano templare, Rensen come Rennes
HastArenzano
Tra le ultime uscite del 2009 registriamo questo insolito libro di Lorenzo Giacchero, studioso di storia arzanese. Prendendo spunto dalla ricerca di vestigia templari nella zona, l’autore si avventura nell’analisi degli indizi acquisiti, che indirizzeranno, via via, l’indagine su piste connesse all’esoterismo, con singolari riferimenti anche alla conosciuta vicenda di Rennes-le-Chateau. Voto: 6/10

Domenico Lancianese
I Templari - Setta esoterica. Filosofia e segreti dell'Ordine del Tempio
Atanor
Formulare un giudizio ci sembra del tutto inutile. Un libro che, già nel suo titolo, si commenta da sè. Voto: 2/10

Tullio La Sala
I Poveri Cavalieri del Tempio (Vol. III) - Una doppia identità. Il segreto, i miti e le leggende
FirenzeLibri
Atto finale della trilogia inaugurata nel 2006, questo terzo tomo può senz'altro essere considerato un'inutile appendice ai precedenti volumi, che avevano rivelato, al contrario, una certa confidenza con la materia. Voto: 4/10

Paolo Mencacci
I Templari a Lucca. L'affascinante storia attraverso gli antichi documenti conservati negli archivi lucchesi
Pacini Fazzi
Paolo Mencacci, socio dell’Accademia Lucchese, studioso ed autore di diverse opere sulla storia locale, indaga gli aspetti della presenza templare nel territorio attraverso i documenti conservati negli archivi lucchesi, presentati per l’occasione in appendice al testo. Degna di nota la prefazione del prof. Franco Cardini. Voto: 8/10

Margherita Pasquale
La chiesa templare di Ognissanti
Landriscina Editrice
Tema di questo agile fascicolo è la rinomata chiesa di Trani, descritta ed analizzata nei significati dei simboli presenti soprattutto nel portale d'ingresso. Ma appartenne veramente ai Templari? Voto: 6/10

Gianfranco Pirodda
La chiesa templare di San Pietro di Nora
Edizioni Condaghes
Partendo dalla chiesetta di San Pietro di Nora, l'autore prosegue le sue indagini sull'architettura templare in Sardegna. Belle le fotografie. Voto: 8/10

Vito Ricci
I Templari nella Puglia medievale
Edizioni dal Sud
Annunciato da tempo, ha finalmente visto la luce questo eccellente lavoro sui possedimenti del Tempio in terra di Puglia. Ricci, già noto per le sue ricerche sull'argomento, mette a punto il frutto dei suoi studi, presentandolo in maniera organica e coerente. Voto: 8/10

Roberto Romano
I Templari. Soldati di Cristo o soldati del demonio?
Edizioni Periferia
Un testo, a detta dello stesso autore, senza alcuna velleità, che passa in veloce rassegna i diversi aspetti della vicenda templare. Voto: 5/10

Lilia Allamprese / Antonella Pellettieri / Emanuele Vernavà / Canio Franculli / Gianni Glinni 
Normanni e Templari tra nord Europa e sud Italia
EditricErmes
Breve raccolta di atti relativi al convegno “Normanni in terra di Lucania”, tenutosi a Forenza il 5 giugno 2008. Voto: 5/10

AA. VV.
Il Messale dei Templari di Reggio Emilia (con DVD)
Odisseo - Fondazione Pietro Manodori
Senza alcun dubbio, la più bella e importante uscita dell'anno (insieme al Corpus normativo, di cui si è già accennato). Un'opera che mancava, considerata la rilevanza del reperto, e che va quindi a colmare, per merito della Fondazione Manodori, una grave ed evidente lacuna storiografica. Un bellissimo volume, in cui testi e immagini si fondono elegantemente. Complimenti. Voto: 10/10

AA. VV.
Gli Ospedalieri in Sardegna e l'eredità dei Templari
La Riflessione
Apprezzabile raccolta di ricerche a cura dell'A.R.S.O.M. (Associazione Ricerche Storiche sugli Ordini Militari). Voto: 7/10

AA. VV.
Il codice di pietra. Un viaggio nell'ermetismo medievale tra Cavalleria, Graal e Templari
Hermatena
Ponderosa antologia delle relazioni presentate al Convegno Internazionale di Studi “Il Medioevo Svelato”, svoltosi a Savona il 20/21 ottobre 2007, in cui trovano spazio accenni interessanti ma anche teorie tra le più discutibili. Voto: 6/10

AA. VV.
Atti del XXVI Convegno di Ricerche Templari
Penne e Papiri
Insieme degli atti del convegno LARTI 2008. Particolarmente pungente la parte riguardante i falsi e le inesattezze nella ricerca templare. Voto: 8/10

AA. VV.
I primi 10 Convegni della L.A.R.T.I. - III volume
Edizioni Federico Capone
Per chi non ha avuto modo di reperire le prime dieci raccolte, ecco il volume contenente gli atti dei convegni VI, VII e VIII. Voto: 8/10

4 dicembre 2009

I Templari in Italia



Non si sa con precisione quando l’Ordine del Tempio si insediò in Italia. Gli storici sono discordi: chi ritiene quale primo insediamento italiano Messina nel 1131, chi S. Maria dell’Aventino a Roma nel 1138, chi S. Maria del Tempio in Milano nel 1134.

Comunque, si può dire che intorno al 1130 ebbe inizio l’espansione dell’Ordine nella nostra penisola.

Fedeli al loro voto di proteggere i pellegrini e i luoghi santi, i Templari costruirono precettorie e magioni lungo gli itinerari medievali più frequentati dai pellegrini e dalle armate crociate che transitavano per l’Italia e raggiungevano gli imbarchi per la Terrasanta.

Li troviamo, dunque, sulle grandi arterie consolari romane, allora ancora in uso: la Francigena o Romea con le sue diramazioni, che dalla Francia raggiungeva Roma, ricalcando tratti della Cassia, dell’Emilia, ecc.; la litorale Aurelia, che arrivava anch’essa a Roma; l’Ongaresca, che in alcuni punti sfruttava la Claudia Augusta e le strade del Norico; l’Appia, che conduceva all’importantissimo porto crociato di Brindisi. Merita una menzione particolare la Postumia, sia per l’alto numero di insediamenti templari su di essa stanziati, sia per una sua importante caratteristica, quella di essere la sola strada che, attraversando l'Italia settentrionale da ovest ad est, consentiva di raggiungere i porti d'imbarco, e di proseguire il viaggio via terra, lungo la penisola balcanica fino a Gerusalemme.

L’Ordine aveva diviso il territorio italiano in due province templari: l’Italia (più spesso denominata semplicemente Lombardia), che comprendeva le regioni centro settentrionali e la Sardegna, e la Puglia, che comprendeva le regioni meridionali e la Sicilia.

Ogni provincia aveva un maestro, dal quale dipendevano numerosi precettori delle case templari. Talune precettorie erano delle vere e proprie fortezze. In tali case il precettore aveva il titolo di comandante e sotto di lui militavano non solo cavalieri e sergenti templari, ma anche cavalieri ausiliari laici. In diversi casi i Templari furono preposti dal papa, o da autorità civili, al comando di fortezze. Il castello di Monte Cocozzone, nei pressi di Civitavecchia, fu comandato per circa vent’anni da frate Paolo della Milizia del Tempio.

L’importanza delle case italiane era legata soprattutto a due fattori: la posizione geografica rispetto alle terre crociate e la presenza del papa sul territorio nazionale.

La posizione geografica della penisola italiana era quanto mai invidiabile, tenendo conto in primo luogo dei molti porti e, come già accennato, del notevole sviluppo della viabilità, che consentiva di limitare al minimo il pericoloso tragitto via mare.

La vicinanza della Sede Apostolica favoriva l’Ordine, che beneficiava di donazioni e di privilegi; inoltre, la stima e la considerazione del pontefice davano lustro e potere ai Templari. Essi avevano notevoli insediamenti nei porti di Venezia, Genova, Pisa, Brindisi, Messina, Civitavecchia, eccetera. Altre sedi prestigiose erano quelle situate in zone strategicamente importanti (Asti, Milano, Treviso, Verona, Moncalieri, Osimo), o poste su grossi incroci stradali (Bologna, Piacenza, Perugia, Matera, Potenza).

Santa Maria dell’Aventino in Roma, data la sua vicinanza alla sede papale, era il centro strategico-politico dell Ordine in Italia, sebbene alcuni storici siano più propensi a considerare di maggiore importanza il complesso templare di Bologna, dove si svolsero numerosi capitoli italiani. Come nel resto d’Europa, anche da noi i Templari erano suddivisi in: cavalieri (nobili), fratelli d’arme o sergenti (liberi), fratelli di mestiere o serventi (liberi o affrancati) e cappellani. Gli schiavi facevano parte del bottino di guerra, ma venivano impiegati nel solo Regno di Gerusalemme e nella penisola iberica.

Ogni precettoria o magione era amministrata in modo da essere, non solo autosufficiente, ma tale da produrre un soprappiù in derrate alimentari, denaro e bestiame da mandare ai fratelli combattenti.

Il reclutamento della milizia templare (combattenti e non) era in genere locale, anche se spesso alcuni elementi venivano inviati, a seconda delle necessità, presso altre precettorie o in altre province. Nel Regno di Sicilia vi erano molti cavalieri francesi, soprattutto negli incarichi di responsabilità. Lo stesso Guillaume de Beaujeu, prima di diventare Gran Maestro dell’Ordine, era stato precettore delle regioni meridionali. I Templari italiani, nei due secoli di vita dell’Ordine (1119-1312), ricoprirono importanti ruoli sia ecclesiastici che politici. Alti dignitari ebbero prestigiosi incarichi presso la Santa Sede. Furono «cubiculari», «ostiari», tutte mansioni di fiducia attinenti alla persona del pontefice, ambasciatori della Santa Sede presso altre potenze straniere, custodi di tregue, esattori per conto del papato della decima saladina (la tassa della crociata) e delle altre decime ecclesiastiche.

Anche i nobili feudatari e le libere repubbliche marinare si servirono di templari come ambasciatori, tesorieri, depositari di ingenti somme di denaro, di preziosi e perfino di sacre reliquie. Molto spesso erano chiamati come garanti nell’esecuzione di lasciti testamentari. I Templari italiani instaurarono ottimi rapporti con i liberi comuni del settentrione, tanto da essere chiamati a ricoprire cariche pubbliche, quali podestà e consiglieri comunali. Si cita, come esempio, fra’ Rolando Bergognino, precettore delle case del Tempio di S. Egidio di Testona (poi Moncalieri), di S. Martino della Gorra, di S. Margherita di Torino e di S. Leonardo di Chieri, il quale fu eletto podestà del comune di Savigliano (Cuneo).

Dagli insediamenti del regno latino di Gerusalemme e dal contatto con civiltà più progredite, come l’araba e la persiana, i Templari portarono nelle loro case europee nuove conoscenze ed una disponibilità a trattare con popoli di culture e religioni diverse. La complessità delle loro operazioni finanziarie ed il potenziamento delle attività minerarie, insolite a quell’epoca, ci inducono a pensare che utilizzassero sia la matematica che la chimica, apprese dagli Arabi. A questo proposito giova ricordare che, con tutta probabilità, l’Ordine iniziò lo sfruttamento delle miniere di allume sui Monti della Tolfa, nel Lazio. Anche sulle Colline Metallifere, in Toscana, si ricorda l’esistenza della casa templare di Frosini, presso Montesiepi.

L’influsso dei disegni geometrici delle moschee arabe è ben visibile negli affreschi della chiesa templare di S. Bevignate, in Perugia, ed in alcuni tratti del portico della chiesa di Tempio di Ormelle di Oderzo.

I Templari contribuirono alla manutenzione di strade e ponti e diedero con la loro flotta impulso ai commerci e alla marineria. Buona parte delle navi dell'Ordine, in servizio sulle rotte dell'Adriatico meridionale, svernava nel porto di Brindisi, dove venivano calatafate e rimesse in sesto per riprendere il mare con i convogli di primavera. Nel nord Adriatico la flotta templare sfruttava i porti della Repubblica di Venezia.

Per quanti si posero sotto la loro protezione, l'Ordine del Tempio fu garanzia di sicurezza e di giustizia, ed al suo riparo essi prosperarono. Quando la persecuzione si abbatté sui suoi membri, nel 1308, anche i vescovi italiani ebbero l’ordine dal Papa di istruire dei processi inquisitoriali, ma ben pochi furono gli arresti.

In Italia esistono i documenti degli interrogatori che ebbero luogo nella primavera del 1310 negli Stati della Chiesa (Viterbo, Penne, Chieti, Palombara Sabina) e nel regno di Sicilia (Brindisi).

Il processo più straordinario fu quello presieduto dall’inquisitore Rinaldo da Concorezzo, arcivescovo di Ravenna, nel 1311, che esaminò diversi cavalieri delle precettorie di Bologna e di Piacenza, trattandoli con giustizia ed equità e assolvendoli tutti perché risultati innocenti. Questo fu l’unico processo in cui in Italia non fu usata la tortura. A nulla valsero le invettive e le pressioni del papa, Rinaldo fu irremovibile, e la sua fu l’unica voce ecclesiastica che osò sfidare Clemente V, assolvendo un ordine che era stato, finché visse, il baluardo della cristianità e del papato.

Il pontefice, non soddisfatto dell’andamento dei processi italiani, pretese nuovi interrogatori, imponendo agli arcivescovi inquisitori l’uso della tortura. Rinaldo da Concorezzo rifiutò di nuovo, invece gli inquisitori della Toscana accettarono. In questo nuovo processo, svoltosi a Firenze e a Lucca nel 1312, i Templari confessarono sotto tortura ogni peccato loro imputato nei 127 articoli d’accusa.


Da “Guida all'Italia dei Templari”
di B. Capone, L. Imperio, E. Valentini
Edizioni Mediterranee